Biografia
Nel 1983 Emir Sokolović, con la pubblicazione del suo libro di poesie "Dove e perchè" (testo italiano a fronte), abbandona lo stato di "anonimato", provocando grande stupore. Il libro è stato pubblicato dalla Foreman Edizione a Bergamo in Italia, nella redazione di Corrado Massi. Il poeta Giacomo Scotti ha curato personalmente la selezione e la traduzione delle poesie. Il libro è stato pubblicato fuori dalla Bosnia ed Erzegovina, e ciò non sorprende che nessun accesso alle recensioni critiche sia stato fatto. Nel momento in cui la poesia stava per cadere nell’oblio, nel 1988 , 5 anni dopo la pubblicazione, Salvatore Sorbello, il poeta e presidente della giuria del Premio nazionale italiano per la migliore poesia e prosa, gli ha inviato il numero della rivista "Il Micco", dove ha personalmente fatto la presentazione della menzionata collezione.
Nel frattempo, i lavori di Emir Sokolović erano stati pubblicati presso gli almanacchi di alcuni circoli letterari, che Emir Sokolović frequentava sporadicamente.
Emir Sokolović e il poeta Živodrag Živković (con il quale trascorreva la maggior parte del tempo) parteciparono alla creazione del programma per il club letterario presso la Casa della cultura "Nedeljko Radić" a Zenica. Questa esperienza permetteva a Emir Sokolović di scoprire nuovi spazi letterari, in quanto l'erudizione del poeta Živodrag Zivković è stata incommensurabile, o più precisamente, era proporzionale alla sua innata modestia.
In seguito invia i suoi lavori al concorso per i giovani poeti "Titograd '89”, organizzato dalla Casa della cultura "Budo Tomović" dove tra i venti giovani poeti invitati, era l'unico dell'area della Bosnia ed Erzegovina, allora la Repubblica Socialista della Bosnia ed Erzegovina.
Al ritorno a Zenica invia la sua nuova raccolta di poesie, al poeta Giacomo Scotti. Questa volta era più difficile convincerlo ad esaminarla e tradurla, poiché il poeta Giacomo Scotti, aveva deciso di spendere il resto della vita, a concludere alcuni dei suoi lavori incompiuti.
Rendendosi conto di quello che stava accadendo nel mondo della letteratura della sua ex patria, fu talmente deluso, da decidere di non pubblicare mai più un singolo verso. Infatti “camorristi culturali” ammassavano i seguaci, poco perspicaci, della loro stessa vanità e le loro posizioni da redattori nel business editoriale. La posizione del autore da quel momento era evidente: la qualità di una opera è fondamentale ed indiscutibile. Come tale, naturalmente, non poteva adattarsi a un sistema estremamente corrotto.
Nel periodo tra la prima pubblicazione delle poesie e la presentazione di “Apocalypse”, l’autore era stato attivo presso il circolo letterario “Orizzonti” di Bugojno e con lo scrittore e il responsabile Antun Lucić, apparve diverse volte, come giurato in alcune competizioni letterarie. Durante il 1994 gestisce la sezione per i giornalisti presso il “Dom mladih” a Zenica occupandosi anche della loro rivista.
Nel 1994 il suo “silenzio eloquente” si interrompe con il progetto “Apocalypse”, presentandolo sul piccolo palcoscenico presso il “Teatro Popolare Bosniaco” di Zenica di fronte ad una sala gremita. Ferita la sua natura umana, per quello che stava accadendo intorno a lui, trova il legame con l'opera "Apocalypse" del grande pittore Albrecht Dürer von Nermerk e con il libro "Rivelazione". Studiando meticolosamente l'esperienza dei presentati documenti, l'autore ha sublimato tutto e ha scritto quindici poesie che si intrecciano concettualmente con i segmenti grafici di "Rivelazione", utilizzandoli come le notifiche dal diario di Dürer. Condividendo la visione dell'autore, e il contributo che hanno dato gli artisti al progetto : Vesna Košpo, Lejla Suljić, Jasna Bašić e Sabina Kulenović.
L'elemento principale nel lavoro creativo di Emir Sokolović era l’articolo pubblicato sul quotidiano "Naša Riječ" con il nome "Finalmente il Teatro" con il sottotitolo: "Dopo l'annuncio " Zeničko proljeće" tranne l'avviso, i cittadini di Zenica non hanno visto niente".
Grazie ai sui principi di estetica senza compromessi, in quel momento si oppose da solo contro le addormentate e stabilite Autorità del sistema precedente, ai quali imponeva l'inerzia e lo status quo. Il testo controverso fu causa di tante tempeste, tanto che la seconda parte dell’opera, non ha mai visto la luce del giorno. Alcuni, fecero richiesta all'amministrazione del Teatro Nazionale Bosniaco di Zenica, di non permettere l'accesso all’autore, quando sul repertorio fossero stati presenti alcune delle loro opere.
Visto il caos culturale in Bosnia-Erzegovina l'autore annuncia il provino "Paris – è invano incrociare il Cristo" per divertire i bambini e per toglierli dalla strada e dall’ambiente pieno di incertezze causate dalle attività belliche. Dopo un anno, le persone offese dall’articolo " Finalmente il Teatro" contestarono l’esecuzione dell’opera a Zenica. Dopo lunga attesa trovando le persone giuste, “Paris - ... ", nel 1996 fu presentato presso il Teatro della Gioventù di Travnik. Ecco alcuni commenti sullo spettacolo: "... Sul palcoscenico del teatro di Travnik, i giovani attori intrecciano in modo eccellente il testo drammatico di Emir Sokolović - il riferimento più vicino potrebbe essere l’opera di Bulgacov "Master e Margarita". Si tratta dell’interpretazione moderna del classico mito greco, Paris e la sua scelta tra le tre dee del Olimpo di Pantheon; la scelta tra l'amore, il potere e la ricchezza. L’Autore espande la dimensione del mito, facendolo il suo movente universale, pur rispettando l'antica forma: l'inizio antico del secolo con un dramma contemporaneo dove gli attori sono coinvolti nella scelta di Paris. Per via dell’incomprensione degli singoli e per la loro invidia, la prima sarà anche l'ultima rappresentazione di "Paris - ..."
Nel periodo tra il 1995 e il '96, segue e scrive le recensioni di eventi culturali a Zenica per il quotidiano "Oslobođenje", causando l’insoddisfazione di quelli visibilmente posizionati, non abituati alla critica oggettiva e al punto di vista realistico.
Nello stesso anno, 1996, la rivista per la cultura e le questioni sociali di Kragujevac nel primo numero, oltre ai numerosi articoli, pubblica l’opera "Martirio di Giovanni Battista," che diventa un precursore nel ricostruire ponti culturali, interrotti nella regione.
Dopo un incontro con un certo numero di filantropi ed appassionati, che allora si chiamavano la "Rete Verde Balcani '98", l’autore sente l'obbligo di condividere le proprie creazioni, con le persone di buona volontà. Dopo quasi dieci anni di attesa mette fuori dal cassetto, la raccolta di manoscritti "Era una canna allora ", con la traduzione da parte del poeta Giacomo Scotti e la fa stampare nella edizione privata con la tiratura bibliofila di cinquanta copie. La Promozione del libro si tenne a Topola, dove il promotore era il poeta Živodrag Zivković – il grande amico di Sokolović - con il quale si era rivisto per la prima volta da quando era finita la guerra in Bosnia-Erzegovina.
La stampa, la tiratura bibliofila e il lavoro manuale sulla impaginazione, saranno il marchio di riconoscimento dell'autore.
Nell’anno 2000 abbiamo l’occasione di leggere nella rubrica “Lettere dei lettori": “Cari concittadini e amanti della parola, sento il bisogno indispensabile di chiedere la vostra comprensione per la mia assenza, mantenendo la mia dignità nella creatività, dopo aver creduto in alcuni autori, mi sono fatto coinvolgere nell’ organizzazione “ Unione degli artisti della contea Zenica-Doboj”. Sebbene avessi dei dubbi a riguardo, pensando che questi fosse un altro esponente ufficiale della politica Cantonale, mi sono fatto convincere dai seguaci. Quindi, credo sia doveroso uscire da un’altra prigione dello spirito demagogico sperando di riuscire, con questo atto, a riconquistare la perduta reputazione. Lo scrittore: Emir Sokolović". Nel 2001 risponde all’invito degli appassionati di Vršac per sostenere il dibattito "La Parola è il demonio, il Demonio è la parola" e per la prima volta nella Repubblica Federale della Yugoslavia (federazione di Serbia e Montenegro), presenta, con il consenso generale, l’intermedia performance "Apocalypse". L’evento fu anche il primo incontro degli amanti della parola di Vršac, con una impressionante testimonianza sulle sofferenza causate dalla guerra in Bosnia-Erzegovina.
Un anno dopo dalla pubblicazione della collezione di poesie "Era una canna allora”, riconoscendo l'impossibilità che il testo drammatico, vedesse mai la luce del giorno, decide di stampare lo stesso testo nella forma di un libro, ed è stato il primo libro sul territorio della Bosnia ed Erzegovina che, per la sua specificità, richiedeva il CD come parte organica della impaginazione. E anche questa volta a Topola la stessa squadra fa la promozione del libro, tuttavia, integrata con la presenza del Decano del Teatro della ex-Yugoslavia, Goran Sultanović, come ospite speciale.
Nello stesso anno, al ventesimo anniversario dopo il successo ottenuto dalla pubblicazione del primo libro di poesie, Sokolović appare con il romanzo "Liberazione". L’Anniversario è stato celebrato presso la sala festiva di “Dom Rudara” di Zenica, poiché l’autore voleva esplicitamente condividerlo con i suoi concittadini.
Dell'autore e della opera Sead Pašić scrive nella prefazione: "Quanto lo scrittore è infelice con il modo in cui si cercano di risolvere i problemi della realtà e dell'arte. Lui è colui che scrive con la mano destra, ma vive nel mondo dei mancini. Pertanto, l’artista chiede quello che si sottintende nell’arte pittorica – la luce deve cadere sul cavalletto dalla sua sinistra. Questa inversione, comprende il disaccordo del artista con il presente e con tutto quello legato con il tempo presente. Il principio di antichità è l'unico principio vero. Non ha importanza quello che è utile, bello o socialmente accettabile, solo le efemere sopravvivranno non più di “una primavera”.
L’ospite speciale durante la promozione era Edin Karamazov. Come memento del suo lavoro, una edizione non commerciale, "Ouroboros", è stata pubblicata nella tiratura di soli dieci esemplari.
Visibilmente sconvolto dalla relazione di disprezzo verso le persone che sono prive di vista, ha preparato una versione audio del suo romanzo "Liberazione", ha letto da solo ogni capitolo, e "attrezzandolo" con il sottofondo musicale. La promozione si è tenuta presso l’anfiteatro di “Dom rudara” durante la quale la donazione alla “Lega dei cechi, in nome dell'autore, è stata fatta da parte di Dr. Muhidin Pojskić.
Nell’anno 2009 è stato promosso presso i seguenti concorsi internazionali:
- "WHFANZIN "- Bosnia ed Erzegovina;
- "Serate di poesia di Melnik "- Bulgaria;
- "Antologia opowiadañ SF Narodowe balkañskich” - Polonia.
La pubblicazione della "Antologia ..." è stata il precursore nella collaborazione con la traduttrice Agnieszka Zuchowska-Arent, responsabile per la traduzione e l’organizzazione dello spettacolo teatrale secondo il testo dell'autore denominato: "Paris – o è invano incrociare il Cristo”. Dato che la prima esecuzione è stata prevista per il 18 aprile 2010, Emir Sokolovic ha trascorso un intero mese in Polonia dove, oltre la partecipazione alle prove generali, ha fatto diversi interventi presso:
Cattedra di slavistica a Cracovia;
Cattedra della lingua serba a Wroclaw;
Conferenza sulla slavistica a Sosnowiec;
Il circolo di giovani scrittori dell'Associazione scrittori polacchi - sezione di Cracovia;
Cattedra di slavistica di Bielsko Biala.